MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!




“La Grecia non uscira’ dall’euro. Georgos Papaconstantinou, ministro delle Finanze, lo dice in una lunga intervista a La Stampa. Uscire dall’Eurozona e’ un evento impossibile, spiega, prima di tutto “perche’ non esiste il meccanismo per far uscire un paese dell’euro” e poi perche’ “le conseguenze sarebbero catastrofiche: il debito pubblico raddoppierebbe, il potere d’acquisto crollerebbe, le banche collasserebbero e precipiteremmo in una recessione da guerra”.
Parole sante.
Fra le altre cose scatterebbero meccanismi autolesionisti, quale il blocco dei capitali, con conseguenze ancor più gravi di quelle paventate dal ministro.
Ho sempre sostenuto che l’unica misura, e la meno costosa, per uscire da questo caos sia la “inevitabile ristrutturazione del debito”. I costi di una (impossibile) fuoriuscita dall’Euro di qualsiasi paese aderente sarebbero incalcolabili.
Avevo indicato come periodo utile per la ristrutturazione il terzo trimestre del 2011, al fine di dar modo al sistema bancario più esposto di ricapitalizzarsi adeguatamente, come in molti casi sta accadendo, vedi ad esempio Commerzbank, che sta racimolando oltre 10 mld sul mercato, al fine di restituire una buona parte degli aiuti statali, ed obbedire così alle richieste della Merckel.
Ritengo quindi che il peggio che possa capitare, da questa situazione, sia una ristrutturazione del 40% del debito pubblico.
Vorrei ricordare che la Grecia ha falsificato i conti nel precedente decennio e che la colpa non è attribuibile alle falle create dal meccanismo della moneta unica.
Le banche pagheranno perchè hanno dato credito a chi non meritava. Vorrei ricordare inoltre come Goldman Sachs, abbia giocato un ruolo fondamentale nel nascondere la verità sui conti greci, fino a due anni fa.
Del problema greco vi avevo avvisato fin da quando la speculazione era distratta sul default fantoccio di Dubai: GRECIA. Era il 28 novembre del 2009. Hai voglia di tempo per iniziare a ridurre i rischi!!!
Da allora possiamo percepire alcuni cambiamenti:

  1. Il deficit si è ulteriormente aggravato, nonostante le cure da cavallo.
  2. L’economia mondiale ha ripreso un tasso di crescita migliore.
  3. L’Europa dell’Est (molto correlata all’economia greca) a differenza di 18 mesi fa sembra marciare ad un passo spedito.

Il problema principale è che questo paese deve ridiminsionarsi, in quanto ha vissuto per lungo tempo nettamente al di sopra delle proprie possibilità. Stessa cosa dicasi per il Portogallo e Irlanda, ma in questo caso non esiste un falso in bilancio, come quello nascosto dalla Grecia allo scopo di bluffare sui requisiti per entrare nell’euro.
Sarebbe come dire: per anni ho esercitato la professione di chirurgo senza nemmeno avere una laurea in medicina. Adesso che mi hanno beccato, pretendo di continuare a fare il chirurgo, anche a costo di aprire una clinica al Polo Sud.
In realtà l’Unione europea sta cercando di agevolare il falso chirurgo, in modo da rendere meno traumatico il passaggio ad una nuova professione, anche se la soluzione migliore sarebbe stata almeno dieci anni di galera. In questo senso qualcosa di simile sta accadendo: vedi le richieste in tema di risanamento, imposte dal Fmi e dall’Ue stessa.
La Grecia pertanto ha ad oggi una grande occasione:
Prima di tutto, come accennato alcuni giorni fa, può benissimo impiegare gli aiuti, che fino ad oggi ammontano a 110 mld, per acquistare parte del debito sul mercato, i cui prezzi scontano da tempo una ristrutturazione (e credo che l’abbia già in parte fatto). In secondo luogo una privatizzazione aggressiva, dovrebbe portare nelle casse del paese un cifra vicina ai 50 mld, che andrebbero a ripagare una buona parte del debito, che il mercato valuta al 60% del valore di emissione. Il fatto che la Bce non sia intervenuta sul debito Piigs, nelle ultime cinque settimane, non rappresenta altro che un aiuto a rendere ancor più conveniente una ristrutturazione occulta del debito. Tutto questo non starebbe ovviamente in piedi se alla base non ci fossero stati gli aiuti che abbiamo visto fino ad oggi.
A mio parere la ristruttuzione avverrà, ma nei tempi necessari ad ammortizzare al meglio i danni che subirebbero le banche. Una ristruttuazione drastica, peserebbe sensibilmente su tutta l’economia e non solo quella europea.
Nel frattempo alcune riforme fiscali sono state approvate dal governo greco e le stesse riguardano soprattutto il venir meno di alcuni privilegi. Questa riforma dovrebbe riportare il deficit all’1% entro il 2015. E’ chiaro che anche questi numeri hanno una valenza se a monte vi sarà una ristrutturazione del debito, altrimenti saranno vani.
In ogni caso l’Euro è ormai diventata una moneta di scambio insostituibile. Chi rema ancora in favore di una fuoriuscita da tale moneta, non merita nemmeno di stare nelle sedi parlamentari, in quanto non è consapevole degli effetti, che tale scenario, avrebbe sull’economia globale, non fosse altro che per il blocco della circolazione libera dei capitali. Allora sì che il ’29 sarebbe solo un bel ricordo.
Chi è salito nella “Freccia Rossa” dell’Euro non può scendere a 300 all’ora. Arriverà così insieme agli altri, magari pagando qualche sovrattassa, visto che il biglietto d’origine si era rivelato un falso.
Vi ricordo inoltre che questo blog non vive d’aria. Per i più taccagni ho introdotto Google Adsense, mentre per coloro che mi vogliono bene e apprezzano il mio lavoro c’è sempre Pay Pal per una donazione. Grazie a tutti e buon proseguimento.

Categories: Crisi Euro, Grecia

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