MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!

Se oggi l’indice italiano è risultato essere il migliore dei principali mondiali significa che siamo arrivati oltre la frutta.
Battute a parte, il comportamento dei mercati visto in queste ultime due settimane è tipico di un malato terminale alle prese con gli ultimi tentativi di ripresa. Tentativi che svaniscono nel nulla, che non fanno altro che rafforzare il problema di fondo: le banche e gli stati sovrani, alle prese con troppi debiti.
Moody’s abbassa il rating della Spagna, mentre il sistema bancario Irlandese è ad un passo dal coma. L’Anglo Irish bank ieri ha ottenuto da S&P il giudizio di tripla C, mentre l’importo per il salvataggio ammonterebbe ad oltre 30 mld. Per fare un paragone molto semplice sarebbe come se l’Italia dovesse salvare una banca del paese sborsando la modica cifra di 150/160 mld, che tradotto in parole povere significherebbe default a tutti gli effetti. Essendo l’Irlanda un paese simile al Portogallo e alla Grecia per dimensioni economiche e finanziarie, il problema rimane ancora sospeso nell’aria, supportato ovviamente dagli acquisti della Bce nelle aste dei bond.
Prima o poi tuttavia il conto andrà pagato e il popolo irlandese sotto questo profilo sembra stanco di continuare nella strada degli inutili sacrifici. Voglio ricordare infatti, che il rigore attuato dall’Irlanda negli ultimi dodici mesi, non solo ha portato ad un impoverimento della popolazione con forte aumento della disoccupazione, ma non ha prodotto alcun effetto positivo visibile. Con quale coraggio si chiederanno ulteriori sacrifici? Credo che il default sia il minore dei mali, per il popolo irlandese, ma convincere i banchieri oltre a essere cosa buona e giusta, non è facile.
I dati economici che stanno uscendo in questi giorni, dall’America all’Europa non sono altro che impercettibili variazioni di scarso significato che poco possono influire sul cammino della crescita/stagnazione attuale, ragione per la quale preferisco non soffermarmi.
Alcuni post fa ho analizzato la situazione tecnica dell’indice Eurostoxx50, nella quale osservavo un clima di fondo ancora negativo, caratterizzato tuttavia da numerosi segnali contrari, che effettivamente hanno contribuito a rendere la tendenza quasi incomprensibile.
A distanza di una settimana circa, alcuni indicatori sembrano convergere verso la direzione negativa.
Altre variabili piuttosto correlate al mercato azionario sembrano sentire più del dovuto le resistenze/obiettivo…..vedi analisi sull’oro, mentre altre sono letteralmente crollate, come è il caso di alcune commodities agroalimentari. Ciò potrebbe essere un segnale premonitore in favore di una correzione dei mercati azionari. Almeno fino ad ora le commodities hanno sempre anticipato i movimenti dell’equity.
Ritornando all’indice Eurostoxx monitorerei da vicino il supporto di 2720, mentre quello più importante è situato a 2650.
Si chiude oggi un trimestre positivo, nel quale non sono mancate manovre artificiose per far rimanere in piedi il mercato. In questo trimestre ha preso sempre più importanza il livello di resistenza di 2800.
Pienamente giustificato quindi un approccio iper prudente sui mercati azionari.

Scusate se in questi giorni ho scritto poco, ma non credo che ci fosse molto da dire. Certe volte il silenzio dice più di ogni altra cosa.

Categories: Anali Tecnica, Scenari

One Response so far.

  1. E' vero…i bloggers scrivono poco, anche a causa degli eventi economici in cui si trovano. Credo che questa situazione dei mercati sia snervante per chiunque. Tutti stanno aspettando che succeda qualcosa di forte in positivo o negativo, in modo che i mercati prendano una qualche direzione di trend. Dall'america poi sicuramente non ce la raccontano giusta e di sicuro nascondono al mondo

  • Nassim Taleb

    "... ma nella mia esperienza non sono mai stato coinvolto in un incidente degno di questo nome. Non ho mai visto una nave in difficoltà sulle rotte che ho percorso, non ho mai visto un naufragio. Né vi sono stato coinvolto io stesso e neppure mi sono mai trovato in una situazione che minacciasse di trasformarsi in un disastro." 1907 E.I.Smith, comandante del Titanic, dal Cigno Nero
  • Massime dalla Finanza

    "Regola n° 1: non perdere mai denaro. Regola n°2: non dimenticare mai la regola n°1" W. Buffett

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