MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!


La dinamica del debito pubblico greco è la conferma di quanto deleteria sia stata la cura imposta dalla Troika.
Qualsiasi persona, armata di buona volontà e obiettività, non avrebbe esitato già due anni fa a dichiarare lo stato greco insolvente, avviando pertanto un programma di ristrutturazione del debito, che coinvolgesse tutti coloro che si erano accollati un rischio implicito elevato, ben remunerato dai rendimenti di mercato. A quel punto i greci, avrebbero, avviato un programma fiscale sostenibile, con l’obbligo di rispettarlo, onde evitare l’espulsione dall’Euro. 

Purtroppo così non è stato, visto che i grandi poteri bancari, a partire dalla Germania e la Francia, dovevano salvare le “chiappe”.

Pertanto, nonostante una ristrutturazione parziale e pilotata, la Grecia vede il proprio debito pubblico proiettarsi per il 2013 al 190%, smentendo i calcoli formulati dalla Troika.

Vista la metodologia della Merkel e del Fmi, non credo che il caso greco rimarrà isolato, nonostante l’obiettivo di anestetizzare i mercati, con l’introduzione della Tobin tax.

L’Italia, che presenta un debito pubblico del 126% rispetto al Pil, mostra i suoi limiti nel rientrare velocemente sotto il tetto del 120%, con il rischio di vedersi una contrazione della ricchezza, tale da sballare i propri parametri nei prossimi anni. Questo non per demerito dell’Italia, bensì a causa di una congiuntura internazionale tutt’altro che delineata. Ancora più imprevedibili le proiezioni sulla Spagna. 

Le previsioni della Trokia, quindi, dopo le lezioni greche, hanno dimostrato un grado di attendibilità insufficiente per rassicurare i mercati. 

Qualcuno potrebbe obiettare che in questo momento io stia guardando il moscerino nell’occhio e non la trave, in quanto secondo i numeri e le proiezioni, gli Stati Uniti sembrano messi in una situazione assai peggiore. 
Per molto tempo ho guardato la trave, ossia gli Stati Uniti, i quali ovviamente hanno la sua bella gatta da pelare, ma il moscerino di cui abbiamo sempre parlato sta crescendo a vista d’occhio, con il rischio di inghiottire la trave stessa. 

Gli Usa presentano un debito pubblico totale di oltre 16 mila mld, pari al 106% del Pil, contro una media europea (che vista la sua solidarietà dovrebbe essere considerata separatamente) del 91%. 

A prima vista quindi sarebbe lecito pensare che il debito europeo è più sostenibile, non credete?

Purtroppo, per noi europei, la sostenibilità di un debito non si calcola solo dal rapporto con il Pil.

Un debito è sostenibile, là dove ci siano margini di redditività di uno Stato, in grado di correggere rapidamente le dinamiche avverse.

Per fare questo basta vedere quanto uno Stato incassa in base al Pil.

L’Europa si trova al 91% di debito/Pil, ma incassa circa il 50% del Pil e spende oltre il 53%.

Gli Stati Uniti che viaggiano come detto al 106% incassano solo il 20% scarso del Pil e spendono poco sotto il 30% del Pil.

Quali secondo voi tra i due possiede i requisiti per apportare correzioni significative alla dinamica avversa del debito?

Quali fra i due al momento gode di maggiore credibilità, considerato anche il ruolo della Banca Centrale?

La Merkel ci chiede ancora 5 anni di sacrifici? Vivere i prossimi 5 anni sulla strada degli ultimi due significa obbligare molti paesi dell’Unione ad uscire dall’Euro.

Forse è proprio questo l’obiettivo a cui si sta mirando.

Spero che i fatti mi smentiscano, ma qualche calcolo matematico, oltre che politico, riesco ancora a farlo, nonostante il lavaggio mediatico al quale siamo sottoposti. 

Prossimamente vedremo se la direzione sarà quella, oppure se i fatti mi smentiranno, magari grazie ad una ristrutturazione del debito greco in pancia alla Bce, ovviamente Germania permettendo. 

Visto il vostro scarso interesse per il mondo dei blogger per oggi ho concluso e oltre a rimandarvi alla prossima vi chiedo di cliccare sul video in alto per contribuire. Sempre se lo ritenete utile. 

Grazie.

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Categories: Crisi Euro, Europa, Scenari

2 Responses so far.

  1. MINE ha detto:

    illuminante come sempre, grazie 🙂

  2. Claudia ha detto:

    Leggo solo ora che anche tu sei stato colpito dalla dichiarazione della Merkel. Naturalmente sei riuscito ad articolare un discorso molto più complesso del mio, la conclusione per me è che comincio a non sapere più quale sia il bene dell'Italia, ma ci accomuna il fatto che ognuno di noi cerca di scrivere pensando a quello, chi in modo professionale come te, chi da dilettante come me.

  • Nassim Taleb

    "... ma nella mia esperienza non sono mai stato coinvolto in un incidente degno di questo nome. Non ho mai visto una nave in difficoltà sulle rotte che ho percorso, non ho mai visto un naufragio. Né vi sono stato coinvolto io stesso e neppure mi sono mai trovato in una situazione che minacciasse di trasformarsi in un disastro." 1907 E.I.Smith, comandante del Titanic, dal Cigno Nero
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