MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!

 

Jean Jaurès: è uno dei più grandi intellettuali francesi, del socialismo di inizio ‘900, che difese i diritti della classe operaia, la quale mano a mano, vide un impoverimento del potere di acquisto, mentre una minoranza capitalista si arricchiva sempre più. Alla vigilia della prima guerra mondiale, Jean Jaurès cercò di formare un movimento pacifista, basato sulla non reazione del movimento operaio internazionale, in risposta alle tensioni che nacquero dopo l’attentato di Sarajevo. Il risultato fu che Jean Jaurès venne ucciso. In questo modo si evitò la coalizione del movimento operaio, il cui obiettivo non era solo quello di proclamare la pace, ma anche quello di far valere i propri diritti. E così la Grande Guerra ebbe inizio con il benestare della classe industriale. In questo modo, chi voleva rivendicare i propri diritti, si trovò improvvisamente a combattere, senza nemmeno sapere i motivi per cui lo faceva.

Di rivendicazioni salariali non se ne sentì più parlare, per almeno quattro anni, fino a che un bel giorno ci trovammo difronte ad un’inflazione galoppante, mentre la classe industriale dei paesi vincitori era sempre più ricca. Le concessioni al gruppo operaio, pertanto, non furono altro che un adeguamento utile a riprendere quel potere di acquisto avuto nel 1914, ma perduto improvvisamente durante la guerra. Il resto della storia ormai lo conosciamo.

Spesso mi domando: ci sarà deflazione, oppure un aumento dei salari atto a ridimensionare la concentrazione di ricchezza, con inevitabile inflazione? La risposta è molto semplice. Le Lobby non scenderanno mai a compromessi, bensì cercheranno in tutti i modi di non perdere il loro potere economico evitando così una migliore distribuzione di ricchezza.

La riprova la possiamo avere grazie alla riforma fiscale di Trump, la quale non ha nemmeno i numeri per stare in piedi.

Per la prima volta nella storia, il deficit Usa è salito in un periodo di crescita matura e nei prossimi anni sarà destinato a superare addirittura la soglia del 5%, grazie alla riforma fiscale, alle spese militari infruttifere, ma soprattutto all’invecchiamento della società. Chissà quante volte Keynes si sarà rigirato nella tomba nelle ultime settimane? E’ chiaro che questa situazione è a dir poco insostenibile. Tuttavia, ho il presentimento, che anche questa volta a farne le spese sarà il ceto medio e non quello più abbiente.

Come vi suona l’aumento delle tensioni geopolitiche nell’era Trump? Iran, Nord Corea, Turchia, curdi, Arabia Saudita, Russia, Libia, Pakistan, Afghanistan. Solo questione di tempo…. Purtroppo.

Categories: Miscellanea

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