MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!

Quando è nata la figlia di Carla Bruni, Dalia, Sarkosy non era presente, ma era volato a Francoforte da Angela Merkel, al fine di prendere decisioni concrete entro la domenica del 23 di ottobre.
Io credo che solo questo
basti per capire la dimensione del problema.
Estremamente interessante e chiara l’intervista di Prodi apparsa ieri al TG3:
“Le decisioni europee è mesi e mesi che vengono prese, in ritardo e in misura insufficiente, e un problema che riguardava solo la Grecia si è diffuso fino a toccare anche l’Italia. La soluzione non è mai stata presa nella dimensione necessaria. Domenica sarà presa? E’ probabile, di sì, o per lo meno io ci spero, perché adesso nel rischio è coinvolta anche la Francia, e quindi finalmente capiranno che le soluzioni sono urgenti. Fino ad ora non l’hanno ancora capito. Una crisi che, sostanzialmente partita dagli Stati Uniti e che avrebbe dovuto coinvolgere lei stessa, ha finito per travolgere l’Europa. E questo è inammissibile. Per quanto concerne la Grecia ad essa non si può chiedere di più a meno che non si voglia ucciderla. Ci vogliono delle politiche europee comuni”.

Come ormai sappiamo la Francia rischia la tripla A.
Personalmente condivido pienamente che la Francia venga annoverata fra i paesi fortemente in discussione, in merito alla permanenza della tripla A. Qualcuno perfino sostiene il fatto che prima della Francia toccherebbe al Regno Unito, senza conoscerne i numeri. E’ doveroso sapere prima di sparare a zero che la Francia possiede un Debito/Pil pari all’85% contro il 65% del Regno Unito, mentre il pareggio di bilancio stando alle ultime previsioni avverrà nel 2014 (campa cavallo che l’erba cresce). A favore dei francesi potrebbe giocare il debito privato, che è inferiore al Regno Unito ma non in una misura tale da sballare i giudizi delle case di rating. Inoltre in questi numeri non sono presenti il salvataggio Dexia che finirebbe senza dubbio per peggiorare i parametri di quel 2/3 percento in rapporto al Pil sufficiente a far traballare le gambe ai mercati.
Adesso prendete nota di questi numeri:

PIL REGNO UNITO
2.200 MLD DI DOLLARI
PIL EUROPA
12.500 MLD DI DOLLARI

Questi numeri ci servono per capire meglio la dimensione delle aree. In termini di Pil, pertanto l’area Euro è grande 5,68 volte il Regno Unito.

E’ qui che casca l’asino.

Oltre a tenere i tassi fermi allo 0,50 (in presenza di una delle più alte inflazioni dell’area) la Bank of England, più comunemente conosciuta con la sigla BoE, ha rafforzato il proprio Quantitative Easing, udite udite, alla modica cifra di 270 mld di sterline che al cambio di oggi sono pari a 310 mld di euro.

In sostanza è come se la Bce domani dichiarasse di voler attuare un Quantitative Easing di 310 x 5,68 =

1.760 mld di euro in acquisti di asset

Voi che dite? Non vi sembra molto simile alla cifra della quale si sente vociferare tra EFSF e EFSF2 a leva etc etc…….o più semplicemente il traghetto che porta e porterà verso una Bce capace di stabilire QE e non solo di aprire linee di credito al sistema bancario?

Una politica fiscale rigorosa accompagnata da una BoE che fa di tutto per mantenere bassi i tassi e una crescita accettabile sta mettendo il Regno Unito nella condizione di uscire prima di altri dalla crisi.

LA DURA REALTA’

Invece qui in Europa per più di un anno ci siamo raccontati la favola di Cappuccetto Rosso, senza agire (come sottolineato da Romano Prodi) nel modo e nella misura giusta, fino a mettere seriamente in discussione (state sicuri che dopo un eventuale downgrade della Francia gli occhi dei cds punteranno nella direzione della Krante Cermania) paesi ben più grandi economicamente rispetto al Regno Unito.

COSA ACCADRA’

E’ chiaro che i mercati non si accontentano più di favole. Adesso occorreranno fatti concreti.
Leggo con interesse il fatto che la Merkel abbia finalmente messo la mano sui trattati di Maastricht con l’intenzione di modificarli, al fine di salvare l’Euro.

Come vi dicevo andiamo verso un bel QE EUROPEO. L’hanno fatto gli altri non vedo perché dovremmo rinunciarci noi.

L’Europa così non ha senso. Tolta la Grecia, isolata nel suo doveroso riequilibrio economico, non vedo ragioni perchè non si possa procedere in favore di quel livellamento dei redimenti. Il rischio nel non fare questo, strozzerà uno dopo l’altro i paesi dell’area Euro, che si chiamino Italia, Spagna o Francia.

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Grazie per la vostra attenzione.

Categories: Crisi Euro, debiti pubblici, QE

2 Responses so far.

  1. Anonymous ha detto:

    Quindi secondo le tuoi indicatori i mercati saliranno.<br />Ringrazio Paolo

  2. the hawk ha detto:

    Secondo i miei indicatori? Quali?<br />Qui non si tratta di sapere se il mercato salga o scenda ma di individuare la strada migliore per difendersi da questo caos. Credo che l&#39;equity di qualità (sull&#39;economia essenziale e l&#39;economia di carta ho scritto già fiumi di post) sia un porto più sicuro di tanti altri beni. Ad esempio le materie prime: si parla ancora una volta di alzare i

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